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Una soluzione che abbina flessibilità nelle forme e nei colori,

resistenza alla grandine e al fuoco, facilità di posa e rapidità applicativa.

La massima flessibilità nelle forme, nelle dimensioni e nei colori, unita alle performance più elevate di resistenza meccanica agli agenti atmosferici e resistenza al fuoco e ad una estrema facilità e rapidità di applicazione. Le lastre in fibrocemento Hardie® Panel rappresentano la soluzione ideale per la creazione di facciate ventilate in tutti i contesti: dai piccoli edifici alle grandi superfici, dai complessi residenziali a quelli terziari o commerciali, dagli interventi di nuova costruzione a quelli di riqualificazione energetica.
 
Ne è un esempio emblematico il complesso di edifici residenziali di via Fenulli della Cooperativa Abi-Coop di Reggio Emilia: una serie di strutture condominiali a sette piani fuori terra, immerse nel verde di un parco di 60 mila metri quadrati, realizzate con un piano di edilizia convenzionata verso la fine degli anni Settanta per dare un’abitazione ai soci della cooperativa.
La nostra è una cooperativa a proprietà indivisa che tende a dare ai soci un'abitazione. È una cooperativa di circa 45 anni. È una cooperativa che ha costruito diversi insediamenti. È chiaro che oggi il 110% ha dato un'opportunità eccezionale. Abbiamo constatato che la parete ventilata ha dato dei risultati veramente notevoli a livello intanto visivi e abbiamo avuto dei risultati ottimali anche in funzione del riscaldamento.
Aurelio Ruggeri
vicepresidente Abi-coop Reggio Emilia - Soc. Coop.

 












 

 

Riqualificare con il Superbonus 110%.

Tre di questi edifici sono stati fatti oggetto - nel corso del 2022 - di un intervento di riqualificazione energetica, realizzato grazie ai benefici fiscali del superbonus 110%: un intervento che, seppur eseguito da due differenti studi progettuali e due diverse imprese di costruzione, ha visto in entrambi i casi l’impiego delle lastre in fibrocemento Hardie® Panel su una superficie complessiva di 7 mila metri quadri di facciata ventilata.
Dal 1969, quando è nata la nostra cooperativa, abbiamo costruito complessivamente ben 286 alloggi. La realizzazione dell’insediamento di via Fenulli è stato uno dei più importanti interventi a cui abbiamo messo mano. - spiega il vicepresidente Aurelio Ruggeri - Oggi, sfruttando i vantaggi fiscali del Superbonus, abbiamo promosso la riqualificazione di diversi edifici. Per questi tre, in particolare, abbiamo scelto la soluzione della facciata ventilata: è stata una scelta di cui siamo particolarmente soddisfatti, per i risultati ottenuti sia a livello estetico che in funzione del risparmio energetico”.
 
A proporre questa soluzione è stato lo studio Cairepro (Cooperativa Architetti e Ingegneri Progettazione) di Reggio Emilia, una delle più importanti e autorevoli realtà del mondo della progettazione nazionale e internazionale, costituita nel 1947 e guidata da 14 Partners con una rete di ben 35 professionisti.
La cifra primaria, alla base di questo ed altri interventi di riqualificazione che abbiamo progettato in questi anni, è stato l’aspetto energetico: poter sfruttare i vantaggi del superbonus fiscale per dare nuova vita, migliorando le performances energetiche, ad edifici costruiti oltre cinquant’anni or sono.
- afferma l’arch. Giampaolo Bendinelli, che ha seguito direttamente la progettazione dell’intervento di via Fenulli - Ma l’aspetto estetico è stato ugualmente fondamentale: avevamo in questo caso, infatti, un’opportunità unica di cambiare radicalmente faccia a edifici vetusti, a volte degradati, rendendoli completamente nuovi, contemporanei. E la facciata ventilata assolve perfettamente ad entrambe queste esigenze, oltre a garantire un’ideale micro-ventilazione, sia dal basso verso l’alto, sia attraverso le fughe di 8 mm tra lastra e lastra, così da mantenere in ogni stagione un isolamento ideale e una corretta aerazione”.
   
 














 

Possiamo dire che il risultato estetico finale è stato quello di ottenere un'immagine contemporanea in un edificio di fine anni 70 primi anni 80, qualificando anche il rapporto fra l'edificio e l'intorno.
Arch. Roberto Chierici
Progettista

I canoni estetici dell’intervento

Due i canoni estetici seguiti nell’intervento: “Cercavamo lastre che avessero formati molto grandi, ma che ci permettessero al tempo stesso una versatilità di applicazione, ovvero l’impiego di più formati diversi all’interno della stessa facciata, così da poter dare un movimento all’edificio, che ha un aspetto imponente. - continua - Poi, grazie all’ampia scelta di colori che il prodotto ci offriva, abbiamo elaborato una soluzione che sfruttasse il gioco cromatico di tre diversi colori (bianco ghiaccio,  grigio ghiaia e grigio talpa) in dialogo tra loro”.
A orientare i progettisti di Cairepro verso la soluzione James Hardie sono state altri due plus. In primo luogo le caratteristiche antincendio del fibrocemento: “Essendo edifici molto alti, era necessario utilizzare un pacchetto che non presentasse problemi di combustione: così abbiamo impiegato lana di vetro ignifuga e, per la pelle, un materiale in classe A1 di reazione al fuoco”.  E poi il sistema d’aggancio, che ne consentiva una posa rapida.
 
Sono per altro questi gli stessi motivi che hanno portato anche l’arch. Roberto Chierici ad adottare la stessa soluzione anche agli altri due edifici oggetto dell’intervento di riqualificazione: “La facciata ventilata con lastre James Hardie ci ha permesso di conferire ai due palazzi un’immagine contemporanea che valorizza i pieni e i vuoti della superficie e qualifica anche il rapporto tra gli edifici e il contesto circostante”.
Lo studio preliminare ha comportato la verifica sia strutturale che di finitura dei due fabbricati e quindi studiare e verificare quelle che era la miglior soluzione di tecnologia esistente che ci potesse dare delle ottime performance sia di tempi che anche di qualità di coibentazione. Sicuramente è stata una metodologia che ci ha consentito di abbattere i tempi, di creare anche un effetto architettonico molto importante perché queste lastre di vaste dimensioni, considerando anche i fabbricati che sono notevoli, ha permesso di avere un ottimo risultato sia architettonico che anche di lavorazione.
Giovanni Sorrivi
Coop. Edilizia San Martino

Prestazioni elevate e rapidità di esecuzione

Da un punto di vista tecnico-costruttivo, prima di procedere all’intervento di riqualificazione e alla scelta della soluzione ottimale è stato necessario compiere una serie di analisi e verifiche: “Lo studio preliminare ha comportato la verifica strutturale e delle finiture dei due fabbricati - spiega il Geom. Giovanni Sorrivi, presidente della Coop. Edilizia San Martino di Reggio Emilia, appaltatrice dei lavori su due degli edifici oggetto dell’intervento - per individuare la tecnologia esistente che ci consentisse di ottenere le migliori performances di tempi di esecuzione e di qualità della coibentazione. La scelta di creare una facciata ventilata con le lastre Hardie® Panel ci ha consentito un notevole risparmio dei tempi di cantiere, grazie alle ampie dimensioni delle lastre stesse, e ci ha permesso di ottenere un effetto architettonico estremamente interessante”.
 
Rapidità e facilità di posa: sono questi i “plus” che, a detta di Giuseppe Vicari, titolare della Costruzioni e Restauri Srl di San Felice sul Panaro, che ha eseguito i lavori sull’edificio di più ampia dimensione, caratterizza la soluzione con le lastre Hardie® Panel. “Dopo aver installato la sottostruttura metallica con testa colorata come le lastre che consente la posa dell’isolamento e del rivestimento, l’applicazione delle lastre è rapida e semplice. Ovviamente, a monte occorre aver definito correttamente tutte le dimensioni delle lastre da impiegare sia in senso orizzontale che verticale: uno studio che ci ha visto collaborare in modo propositivo con Cairepro”. Dello stesso parere è anche Albert Vanjelaj, della Gess Decor, che ha eseguito per entrambe le società appaltatrici la posa della facciata: “Era la prima volta che eravamo chiamati ad utilizzare questo prodotto. - racconta - Eppure ci è voluto davvero poco per prendere confidenza con il sistema. Le lastre sono estremamente maneggevoli, nonostante le loro dimensioni: per le lastre più grandi occorrono due operatori, mentre per quelle più piccole, tagliate in stabilimento a misura, un solo uomo può comodamente movimentarle. Per l’applicazione, occorre registrare con cura la prima fila, utilizzando la livella laser; effettuato questo primo passaggio, il lavoro procede poi con grande facilità, seguendo il disegno e utilizzando sia le viti per il fissaggio meccanico a vista, sia gli spessori così da garantire la fuga da 8 mm tra una fila e l’altra di pannelli”.

 

 













 

Dopo aver installato la struttura principale che dà il via alla posa dell'isolamento del relativo rivestimento, un intervento e una posa abbastanza veloce e molto soddisfacente, previa ovviamente aver definito correttamente tutte le dimensioni delle lastre, sia in maniera orizzontale che in maniera verticale.
Giuseppe Vicari
VF Construzione Restauri S.r.l.

James Hardie: un partner di successo

A orientare la scelta dei diversi attori verso il sistema Hardie® Panel è stato Enrico Zannoni, della iCOLORS Srl di Reggio Emilia: “Da sempre ci siamo rivolti a James Hardie perché, rispetto ai competitor, offre una serie di vantaggi, a cominciare dal servizio di consulenza e assistenza, indirizzato sia ai rivenditori come noi che ai progettisti e alle imprese di costruzione. - spiega - Ci siamo letteralmente innamorati delle lastre Hardie® Panel, perché garantiscono un risultato straordinario in un intervento di riqualificazione, rispetto ad un semplice cappotto: utilizzandole, ottieni una facciata che cambia letteralmente immagine all’edificio e all’intero quartiere in cui la struttura è inserita”.
“Le lastre James Hardie presentano moltissimi punti di forza. - continua - sono estremamente duttili nella lavorazione, hanno una gamma pressoché infinta di colorazioni, così che il progettista può davvero sbizzarrirsi. Inoltre sono semplicissime da montare, estremamente leggere e possono avere dimensioni estremamente ampie, ben superiori alle piastrelle di ceramica con cui spesso vengono realizzate le facciate ventilate. Sono garantite per 15 anni, la vernice ha una resistenza meccanica elevata che assicura che il colore non cambi nel tempo, hanno la certificazione di reazione al fuoco del materiale Euroclasse A2 s1 d0 e di resistenza alla grandine. Inoltre una parte delle lastre è fatta con materiale di riciclo, il che conferisce alle lastre anche una caratteristica importante di eco-sostenibilità”.
È stata la prima volta che abbiamo utilizzato queste lastre. Pensa che io prima ero un applicatore di cartongesso. Quando abbiamo iniziato la prima settimana è stato un po’ difficile, ma poi ci abbiamo preso la mano. Per il trasporto dei pezzi grandi servono due operatori, ma per i pezzi più piccoli ne basta solo uno. La prima fila di partenza è stata posizionata con l’ausilio del laser, poi è facile, metti gli spessori uno sopra l'altro tra i pannelli montandoli senza difficoltà.
Albert Vangjelaj
Gess Decor

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